Proposte costituzionali

Il 13 ottobre 2022, alla Camera dei Deputati, è stata presentata la Proposta di legge costituzionale n. 327/2022 (testo in calce) che intende modificare l’articolo 21 della Carta, in materia di riconoscimento del diritto di accesso alla rete internet.

L’accesso alla rete internet rappresenta, oggi, uno degli spartiacque tra inclusione ed esclusione sociale. Accedere alla rete significa essere parte o essere esclusi dall’accesso a servizi, opportunità e informazioni” si legge sulla relazione che accompagna la proposta, dove peraltro si evidenzia che l’emergenza legata alla pandemia ha contribuito a rendere ancora più evidente che la rete internet rappresenta una componente essenziale della cittadinanza, ed è pure per questo motivo che l’investimento per la diffusione della banda larga è una delle priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza contenente gli interventi da realizzare con le risorse messe a disposizione dall’Unione europea.

Da anni si discute di inserire l’accesso alla rete internet tra i diritti di rango costituzionale. Se il mancato accesso alla rete contribuisce all’esclusione sociale, a un iniquo accesso alle opportunità e a una compressione dei diritti, appare indispensabile sancire un diritto di rango costituzionale che tuteli ogni cittadino rappresentando un principio inderogabile al quale la legislazione, la normativa e le prassi, anche industriali e commerciali, dovranno garantire una generale applicazione.

Il quadro normativo vigente si è rivelato inadeguato in quanto, come affermato dalla Corte di cassazione nell’ordinanza 27 agosto 2020, n. 17894, in assenza di un espresso riconoscimento normativo l’accesso alla rete internet non costituisce oggetto di un diritto garantito.

La proposta di legge costituzionale presenta tre finalità:

  1. garantire l’accesso ai servizi digitali;
  2. favorire la possibilità di formazione dei singoli e delle formazioni sociali;
  3. promuovere lo sviluppo dell’economia digitale e la nascita di nuove professionalità e opportunità di lavoro.

Intende creare un diritto all’accesso alla rete internet e, più precisamente, una pretesa soggettiva a prestazioni pubbliche, un servizio universale che le istituzioni devono garantire tramite investimenti, politiche sociali ed educative, al pari di quanto già avviene con riferimento all’accesso all’istruzione, alla sanità o alla previdenza, realizzando così un servizio sociale che lo Stato deve garantire ai cittadini, in attuazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

Non è casuale che la collocazione proposta per questo diritto sia l’articolo 21 della Costituzione in modo da sottolinearne l’importanza nell’ambito dei princìpi costituzionali di eguaglianza, libera costruzione della personalità e partecipazione consapevole al dibattito pubblico.

Il diritto di accesso alla rete internet può, quindi, essere inteso come la pretesa dei cittadini nei confronti dello Stato affinché provveda a coprire, in modo capillare, il territorio nazionale con un’infrastruttura di telecomunicazione adeguata per esercitare on line i propri diritti, adempiere i propri doveri e usufruire degli innumerevoli servizi pubblici e privati.

Sebbene il web sia un dominio senza confini geografici, le leggi e le normative nazionali hanno comunque un impatto significativo su come le persone interagiscono online. Ecco alcuni modi in cui gli utenti possono essere informati sulle diverse legislazioni e culture:

  • Termini di Servizio e Privacy Policy: I siti web spesso includono termini di servizio e politiche sulla privacy che delineano le leggi e le normative applicabili. Questi documenti forniscono informazioni sugli aspetti legali e sul comportamento atteso dagli utenti.
  • Portali di Trasparenza: Alcuni enti governativi offrono portali di trasparenza che forniscono accesso a informazioni legali e amministrative. Questi portali possono includere dati, informazioni e documenti che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni.
  • Cataloghi di Dati Aperti: Esistono cataloghi che elencano e descrivono dati aperti di enti culturali e amministrativi in formati accessibili, come RDF conformi alle specifiche DCAT-AP-IT, che possono essere utilizzati per sviluppare applicazioni basate su questi dataset.
  • Manuali di Qualità: Alcuni ministeri forniscono manuali per la qualità dei siti web pubblici culturali che possono includere principi etici e linee guida per la comunicazione e la presentazione delle informazioni culturali.

Tuttavia, la consapevolezza delle differenze culturali e legali rimane una sfida. Non esiste una “zona” unica nel web dove tutti questi aspetti sono esposti in modo uniforme agli utenti. Mentre alcune piattaforme e siti web si sforzano di educare i loro utenti, la responsabilità finale spesso ricade sugli stessi utenti per informarsi e comprendere le normative del luogo digitale che frequentano. È una problematica in continua evoluzione e sviluppo, con spazio per miglioramenti significativi nella facilitazione della comprensione transnazionale e culturale online.

Altre informazioni

1 trasparenza.cultura.gov.it2 beniculturali.it3 minervaeurope.org

Per “comprensione transnazionale” intendo la capacità di comprendere e rispettare le leggi, le norme, le culture e le pratiche amministrative che variano da nazione a nazione, specialmente in un contesto digitale dove gli utenti interagiscono attraverso confini internazionali. Si tratta di riconoscere e navigare le differenze tra i sistemi legislativi e culturali mentre si utilizza il web, assicurandosi che le azioni online siano appropriate e rispettose delle varie giurisdizioni e culture con cui si entra in contatto. Questa comprensione è fondamentale per una convivenza armoniosa e per la cooperazione globale nel mondo digitale.

Le questioni come il sistema di traduzione delle lingue e il sistema delle valute sono aspetti concreti che influenzano la comprensione transnazionale. La capacità di superare le barriere linguistiche attraverso sistemi di traduzione efficaci è fondamentale per permettere agli utenti di diverse nazionalità di comunicare e comprendere i contenuti web. Allo stesso modo, la gestione delle diverse valute è cruciale per le transazioni economiche internazionali, rendendo il commercio elettronico e gli scambi finanziari accessibili e gestibili a livello globale.

Queste tecnologie servono da ponte tra le diverse culture e sistemi legislativi, facilitando l’interazione e la comprensione reciproca. Sono esempi di come le difficoltà pratiche possono stimolare l’innovazione e il cambiamento verso una maggiore integrazione e cooperazione internazionale nel web.

L’idea di sviluppare un’area del web dedicata a fungere da tramite tra le istituzioni tradizionali e i siti web è interessante e potrebbe avere diversi vantaggi. Un tale spazio potrebbe:

  • Facilitare l’accesso alle informazioni: Fornire un punto di riferimento centralizzato per le informazioni legali, burocratiche e culturali potrebbe rendere più semplice per gli utenti navigare nelle complessità delle diverse giurisdizioni.
  • Promuovere la trasparenza: Un portale che offre servizi, dibattiti e aggiornamenti potrebbe aumentare la trasparenza delle istituzioni e migliorare la fiducia del pubblico.
  • Supportare l’educazione degli utenti: Aiutare gli utenti a comprendere le normative e le culture diverse potrebbe promuovere un comportamento più responsabile e rispettoso online.

D’altra parte, lo sviluppo della rete con opportune clausole potrebbe essere sufficiente se queste fossero progettate per essere facilmente comprensibili e accessibili agli utenti. Potrebbe non essere necessario un nuovo spazio se le esistenti piattaforme online migliorassero la loro capacità di informare e educare gli utenti sui contesti legali e culturali.

In definitiva, la scelta tra queste due opzioni dipende da diversi fattori, tra cui l’efficacia delle soluzioni esistenti, la volontà delle istituzioni di collaborare e la disponibilità degli utenti a cercare attivamente queste informazioni. Potrebbe anche essere considerato un approccio combinato che utilizza sia lo sviluppo della rete con clausole chiare sia uno spazio intermedio dedicato.

La discussione e l’aggiornamento costante su come le leggi e le normative influenzano la vita digitale sono essenziali per garantire che il web rimanga uno spazio sicuro, equo e accessibile per tutti. Mentre la tecnologia e le interazioni online continuano a evolversi, è importante che ci sia un dialogo aperto tra le istituzioni, gli esperti legali, i tecnologi e gli utenti per affrontare queste questioni complesse e trovare soluzioni che rispettino i diritti e le culture di tutti.

Prima dell’avvento di Internet, i sistemi di amministrazione delle nazioni erano gestiti attraverso metodi tradizionali che includevano la documentazione cartacea, la comunicazione telefonica e faccia a faccia, nonché l’uso di macchine da scrivere e fax per la corrispondenza ufficiale. Le informazioni venivano archiviate in archivi fisici e la loro gestione richiedeva un notevole lavoro manuale.

Le agenzie governative operavano in modo più isolato, con meno possibilità di condivisione rapida delle informazioni tra diversi dipartimenti o tra governi di diverse nazioni. Questo poteva portare a processi più lenti e a una maggiore difficoltà nel coordinare le attività su larga scala.

Con l’introduzione di Internet, si è assistito a una trasformazione digitale che ha permesso una gestione più efficiente e interconnessa dei sistemi amministrativi. La digitalizzazione ha portato alla creazione di database elettronici, alla comunicazione istantanea e alla possibilità di condividere e accedere alle informazioni in tempo reale, migliorando così la collaborazione e l’efficienza amministrativa su scala globale.

Venivano utilizzati sistemi informatici per la gestione dell’amministrazione pubblica, sebbene in una forma più rudimentale rispetto agli standard odierni. Questi sistemi erano principalmente basati su grandi computer centralizzati o su reti locali di computer che potevano gestire dati e processi amministrativi.

Gli enti governativi e le istituzioni pubbliche iniziavano a utilizzare questi sistemi informatici per migliorare l’efficienza delle loro operazioni.

Ad esempio, in Italia, la storia dei sistemi informatici nella pubblica amministrazione inizia con le prime riforme degli anni ’90, che miravano a semplificare le procedure amministrative attraverso l’uso dei mezzi informatici.

Il personale IT specializzato all’interno delle agenzie governative era responsabile della gestione e del mantenimento di questi sistemi.

Inoltre, aziende private specializzate in tecnologie dell’informazione spesso fornivano hardware, software e supporto tecnico necessari per implementare queste soluzioni informatiche all’interno della pubblica amministrazione.

Con il passare del tempo e l’evoluzione della tecnologia, questi sistemi sono diventati sempre più sofisticati, portando alla digitalizzazione e all’automazione di molti processi che una volta richiedevano un notevole lavoro manuale.

Le possibilità di collaborazione tra gli enti governativi e la gestione del web client-server sono molteplici e si basano sull’uso di tecnologie moderne e soluzioni software che facilitano la condivisione di dati e la comunicazione.

Ecco alcuni esempi:

Queste tecnologie e linee guida rappresentano solo alcuni degli strumenti che facilitano la collaborazione tra gli enti governativi nella gestione del web client-server, contribuendo a una maggiore efficienza e sicurezza nell’amministrazione pubblica.

Le leggi e le norme stabilite dagli enti governativi hanno un impatto significativo sulla vita nel web da un punto di vista etico e morale. Queste regolamentazioni sono create per garantire che il web sia uno spazio sicuro, accessibile e giusto per tutti gli utenti. Ecco alcuni modi in cui influenzano la vita nel web:

Queste leggi e norme riflettono i valori etici e morali della società e cercano di bilanciare la libertà di espressione e innovazione con la protezione dei diritti individuali e collettivi nel mondo digitale.

Le leggi e i sistemi legislativi di ogni nazione hanno un impatto diretto sulla vita delle persone anche nel web, e non sono considerati mondi separati. Anche se le leggi sono stabilite a livello locale o nazionale, molte di esse hanno disposizioni che si estendono al mondo digitale e al web. Ecco alcuni punti chiave:

In conclusione, i sistemi legislativi locali e il web sono interconnessi, con le leggi che regolano e influenzano il comportamento online e la vita digitale delle persone, riflettendo i principi etici e morali della società e cercando di proteggere i diritti individuali e collettivi.

É entrata in vigore la nuova legge sui servizi digitali, la normativa fondamentale dell’UE per un ambiente online più sicuro e responsabile. La legge sui servizi digitali si applica a tutti i servizi digitali che mettono i consumatori in collegamento con beni, servizi o contenuti.

Entra in vigore oggi la nuova legge sui servizi digitali, la normativa fondamentale dell’UE per un ambiente online più sicuro e responsabile. La legge sui servizi digitali, che si applica a tutti i servizi digitali che mettono i consumatori in collegamento con beni, servizi o contenuti, stabilisce nuovi obblighi globali per le piattaforme online di riduzione dei danni e contrasto dei rischi online, introduce forti tutele per i diritti degli utenti online e colloca le piattaforme digitali in un nuovo quadro unico di trasparenza e responsabilità. Concepite come un insieme unico e uniforme di norme per l’UE, tali norme garantiranno agli utenti nuove tutele e alle imprese la certezza del diritto in tutto il mercato unico. Strumento normativo unico nel suo genere a livello mondiale, la legge sui servizi digitali si pone anche come parametro di riferimento internazionale per un approccio normativo per gli intermediari online.

Nuove responsabilità per i servizi digitali

La legge sui servizi digitali introduce una nuova serie completa di norme sulle modalità di strutturazione dei servizi e delle procedure da parte dei servizi di intermediazione online. Le nuove norme prevedono nuove responsabilità per limitare la diffusione online di contenuti e prodotti illegali, aumentare la protezione dei minori e offrire agli utenti una maggiore scelta e migliori informazioni. Gli obblighi dei diversi operatori online corrispondono al loro ruolo, alle loro dimensioni e al loro impatto nell’ecosistema online. Una visione d’insieme è disponibile qui.

Tutti gli intermediari online dovranno rispettare i nuovi obblighi di trasparenza, che sono di portata molto ampia, finalizzati all’aumento della responsabilità e della sorveglianza, ad esempio con un nuovo meccanismo di segnalazione dei contenuti illegali. Ma per le piattaforme con più di 45 milioni di utenti viene introdotto un regime speciale: per esse e per i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi, infatti, sono previsti ulteriori obblighi, come valutazioni annuali di ampia portata dei rischi di danni online sui loro servizi, ad esempio per quanto riguarda l’esposizione a beni o contenuti illegali o la diffusione di disinformazione. La legge sui servizi digitali prevede l’attuazione di misure adeguate di attenuazione dei rischi, nonché il controllo, da parte di enti indipendenti, dei servizi offerti e delle misure di attenuazione applicate.

Le piattaforme più piccole e le start-up avranno meno obblighi ed esenzioni speciali da determinate norme e beneficeranno della maggiore chiarezza e certezza giuridica, fattori di importanza fondamentale per operare in tutto il mercato unico dell’UE. 

Maggiori garanzie per i diritti fondamentali online

Le nuove norme tutelano i diritti fondamentali degli utenti nell’UE anche nell’ambiente online. Nuove disposizioni per la tutela della libertà di espressione limiteranno le decisioni arbitrarie di moderazione da parte delle piattaforme e offriranno agli utenti nuovi modi per agire con cognizione di causa contro la piattaforma quando i loro contenuti sono moderati. Ad esempio, gli utenti delle piattaforme online disporranno di vari strumenti per contestare le decisioni di moderazione, anche quando si basano sui termini e sulle condizioni delle piattaforme. Gli utenti potranno presentare i reclami direttamente alla piattaforma, scegliere un organismo per la risoluzione extragiudiziale delle controversie e/o adire gli organi giurisdizionali.

Le nuove norme impongono inoltre che i termini d’uso delle piattaforme siano esposti in modo chiaro e conciso e rispettino i diritti fondamentali degli utenti.

Le piattaforme e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi dovranno inoltre effettuare una valutazione globale dei rischi per i diritti fondamentali, tra cui la libertà di espressione, la tutela dei dati personali e la libertà e il pluralismo dei media online, oltre che i diritti dei minori.

Nuovi poteri di vigilanza della Commissione 

La legge sui servizi digitali stabilisce un livello senza precedenti di controllo pubblico delle piattaforme online nell’Unione, sia sul piano nazionale che dell’UE. La Commissione avrà la facoltà di verificare direttamente le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi, imprese che individualmente raggiungono oltre il 10% della popolazione dell’UE, vale a dire circa 45 milioni di persone. Ciascuno Stato membro dovrà inoltre designare un coordinatore dei servizi digitali, che supervisionerà altre entità che rientrano nell’ambito di applicazione della legge sui servizi digitali, nonché le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi per le questioni non sistemiche. I coordinatori nazionali e la Commissione europea collaboreranno attraverso un comitato europeo per i servizi digitali. Sarà infatti istituito questo meccanismo di cooperazione a livello di UE tra le autorità nazionali di regolamentazione e la Commissione.

La Commissione sta inoltre realizzando il Centro europeo per la trasparenza algoritmica (ECAT) per svolgere la sua attività di supervisione con l’ausilio di conoscenze multidisciplinari interne ed esterne. Il Centro fornirà sostegno per valutare se il funzionamento dei sistemi algoritmici sia in linea con gli obblighi di gestione del rischio che la legge sui servizi digitali stabilisce per le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi, al fine di garantire un ambiente online sicuro, prevedibile e affidabile.

Prossime tappe

A seguito dell’entrata in vigore odierna della legge sui servizi digitali, le piattaforme online disporranno di 3 mesi (fino al 17 febbraio 2023) per comunicare il numero di utenti finali attivi sui loro siti web. La Commissione invita inoltre tutte le piattaforme online a comunicarle i dati pubblicati al riguardo. Sulla base del numero di utenti, la Commissione valuterà se una piattaforma debba essere designata come piattaforma o motore di ricerca “di dimensioni molto grandi”. Dopo tale decisione da parte della Commissione, l’entità interessata disporrà di 4 mesi per conformarsi agli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali, fra i quali l’effettuazione del primo esercizio annuale di valutazione del rischio, da trasmettere alla Commissione. Gli Stati membri dell’UE dovranno conferire i poteri spettanti ai propri coordinatori dei servizi digitali entro il 17 febbraio 2024, data generale di inizio dell’applicazione della legge sui servizi digitali, quando la legge sui servizi digitali sarà pienamente applicabile a tutte le entità che rientrano nel suo ambito di applicazione.

Contesto

Il 15 dicembre 2020 la Commissione ha presentato la proposta relativa alla legge sui servizi digitali unitamente alla proposta concernente la legge sui mercati digitali quale quadro globale per garantire uno spazio digitale più sicuro e più equo per tutti. La legge sui mercati digitali è entrata in vigore il 1° novembre 2022.

I servizi digitali comprendono un’ampia categoria di servizi online, dai semplici siti web ai servizi infrastrutturali per internet fino alle piattaforme online. Le norme contenute nella legge sui servizi digitali riguardano principalmente intermediari e piattaforme online, come mercati online, social network, piattaforme di condivisione di contenuti, app store, piattaforme online di viaggi e alloggi ecc.

Per ulteriori informazioni

Testo della Gazzetta ufficiale dell’UE

Domande e risposte sulla legge sui servizi digitali

Pagina informativa sulla legge sui servizi digitali

Pacchetto relativo alla legge sui servizi digitali  

Con la legge sui servizi digitali disponiamo adesso di una legislazione chiara. Le piattaforme online sono al centro di alcuni degli aspetti chiave della nostra vita quotidiana, delle nostre democrazie e delle nostre economie. È logico che si voglia fare in modo che siano all’altezza delle loro responsabilità per quanto riguarda la limitazione della quantità di contenuti illegali online e di attenuazione di altri danni online, nonché di tutela dei diritti fondamentali e della sicurezza degli utenti.

La Commissione si sta preparando rapidamente ad assumere il suo nuovo ruolo di autorità di vigilanza per alcune delle imprese tecnologiche più grandi e influenti del mondo, che milioni di cittadini e imprese d’Europa utilizzano quotidianamente. Con queste nuove norme si inaugura una nuova era, nella quale le grandi piattaforme online non si comporteranno più come se fossero troppo grandi per prendersi cura dei problemi degli utenti. Al nuovo corpus normativo si affiancheranno una vigilanza e un’applicazione rigorose, con ammende previste fino al 6% del fatturato globale in caso di non conformità e persino un divieto di operare nel mercato unico dell’UE in caso di ripetute violazioni gravi. Tutti sono benvenuti a fare affari nell’UE, ma dovranno attenersi a queste nuove norme.